2026-10-08 · verificato 2026-10-16
Fonte verificata: Garante per la protezione dei dati personaliDeepfake e intelligenza artificiale: il Garante Privacy rafforza le tutele contro la manipolazione digitale
Con il riepilogo dell’8 ottobre 2026, il Garante Privacy fa il punto sui provvedimenti contro i deepfake: stop ad app che generano immagini intime non consensuali, applicazione del nuovo reato (art. 612-quater c.p.) e vincoli di trasparenza.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato l’8 ottobre 2026 una dettagliata ricognizione dei provvedimenti adottati in materia di deepfake e intelligenza artificiale, alla luce della legge n. 132 che ha introdotto all’art. 612-quater c.p. il reato di "Illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con intelligenza artificiale".
L’Autorità è intervenuta con provvedimenti restrittivi d’urgenza nei confronti di piattaforme (come Clothoff) che permettevano la generazione di nudità virtuali non consensuali a partire da foto ordinarie, e ha richiamato al rispetto della dignità anche le trasmissioni satiriche che impiegano cloni vocali e video di personaggi pubblici.
Il Garante ha ribadito che la diffusione di video o audio deepfake senza consenso costituisce violazione sia penale che della disciplina privacy europea (GDPR), con facoltà per i cittadini di presentare reclami d’urgenza e chiedere la rimozione tempestiva dei contenuti.
Cosa cambia
- Operatività dell’art. 612-quater c.p. per la punizione della diffusione di contenuti manipolati con IA
- Stop e limitazione provvisoria dei trattamenti per app e bot che generano nudi non consensuali
- Canali rapidi del Garante per segnalare furti di immagine e manipolazioni digitali
Chi riguarda: Cittadini, minori, donne e professionisti vittime di manipolazione di immagini o clonazione vocale.
Cosa fare
- In caso di diffusione di deepfake intimi, utilizza il canale d’urgenza del Garante Privacy per bloccare la propagazione online
- Conserva prove digitali (URL, screenshot con data e orario, intestazioni) prima che i contenuti vengano modificati
- Sporgi querela presso la Polizia Postale o le forze dell’ordine per il reato previsto dall’art. 612-quater c.p.